{"id":15579,"date":"2024-05-31T11:51:51","date_gmt":"2024-05-31T09:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.k-ora.it\/?post_type=eventi&#038;p=15579"},"modified":"2024-06-20T11:04:28","modified_gmt":"2024-06-20T09:04:28","slug":"opening-oblio-channo-di-muna-mussie","status":"publish","type":"eventi","link":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/live-ed-eventi\/opening-oblio-channo-di-muna-mussie\/","title":{"rendered":"Oblio\/Channo: mostra dell&#8217;artista Muna Mussie"},"content":{"rendered":"<p><b>OBLIO\/Channo \u00e8 una mostra dell&#8217;artista <\/b><b>Muna Mussie, a cura di Claudio Zecchi. Muna la terza <\/b><strong>\u00a0senior artist del programma di residenze <em>Ogni casa \u00e8 un Villaggio<\/em>, proposto all\u2019interno del progetto\u00a0<em>Borgo del Contemporaneo<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A cura di<\/strong><b>\u00a0Claudio Zecchi<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con <strong>Muna Mussie<\/strong> si chiude il primo anno di residenze senior del progetto \u201c<strong>Ogni casa \u00e8 un Villaggio<\/strong>\u201d.\u00a0<b>OBLIO\/Channo<\/b>, titolo dell\u2019opera che Mussie ha realizzato per la sua residenza \u00e8 figlio, anche, di un\u2019intenzione precisa: quella cio\u00e8 di allargare le maglie di un centro di produzione culturale,<strong>\u00a0Kora<\/strong>, abbracciando idealmente l\u2019intero paese attraverso l\u2019allestimento di opere della collezione, o nuove produzioni come in questo caso, tanto nello spazio pubblico quanto in luoghi non direttamente afferenti al mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p>In questa occasione Mussie da vita ad una nuova tappa del progetto Oblio iniziato nel 2021 a Torino e dedicato ad una riflessione sul concetto dei vuoti e rimossi della memoria storica collettiva e personale.<\/p>\n<p>Il progetto consiste in un tessuto semitrasparente (telo ombreggiante) su cui \u00e8 ricamato con filo dorato una parola risultato della ricerca dell\u2019artista sul territorio e del suo confronto con le persone del luogo. In questo caso\u00a0<strong>Francesco Avvantaggiato<\/strong>\u00a0studioso di Lettere e nuovo parlante del dialetto Griko Salentino. La parola \u00e8\u00a0<b>Channo<\/b>\u00a0che significa\u00a0<em><b>io perdo<\/b><\/em>.<\/p>\n<p><strong>Oblio\/Channo<\/strong>\u00a0\u00e8 un anti-monumento temporaneo risultato di una performance collettiva che si svolge nell\u2019arco di una giornata e accompagnata da un suono realizzato del sound designer\u00a0<strong>Massimo Carozzi<\/strong>. Per l\u2019occasione, Carozzi, ha elaborato una partitura attraversata dalle registrazioni vocali di parole lette in\u00a0<strong>Griko<\/strong>\u00a0da Francesco Aventaggiato, su uno sfondo sonoro creato a partire dall\u2019elaborazione\/trasformazione dei\u00a0<strong>Canti di Passione<\/strong>.<\/p>\n<p>La performance e il suono disegnano, insieme, un atto che trova la sua sintesi, come dice l\u2019artista, nel rituale meditativo del ricamo. Un rituale lento e lontano dall\u2019efficientismo del presente. Qui un gruppo di performer amatoriali, oltre all\u2019artista stessa, ricamano nell\u2019arco di una giornata la parola designata trasformando un gesto intimo in un gesto collettivo di coesione ed empatia. Un gesto di riattivazione e riemersione della storia e della memoria collettiva. Un rituale che trova la sua manifestazione nella dicotomia visibile-invisibile: le performer, infatti, si intravedono solamente poich\u00e9 agiscono dietro la trasparenza del tessuto producendo un gesto che, per sua stessa natura, riporta alla luce un segno e un\u2019immagine che stanno tra visibile, invisibile e tattile\u00a0(<strong>Jacopo De Blasio<\/strong>). Oblio, in generale, \u00e8 un progetto che &lt;&lt; [\u2026] prende le mosse dalle riflessioni sul gioco della matassa di Donna Haraway: realizzare delle figure di filo, in fondo, significa passare e ricevere, avvicinare e allontanare, fare e disfare, affinch\u00e9 sia possibile tracciare una trama nel buio, per raccontare altre storie&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Quello che resta alla fine della performance \u00e8 un\u2019installazione che scardina alcuni dei concetti alla base della definizione classica di monumento: \u00e8 il risultato di un\u2019azione collettiva, non \u00e8 dedicato a qualcuno di particolarmente importante o ad un episodio significativo della storia, non \u00e8 realizzato con un materiale duraturo, \u201cscende\u201d dal piedistallo, utilizza un materiale leggero ed \u00e8 destinato ad essere rimosso nel tempo.<\/p>\n<p>Nel caso specifico di\u00a0<strong>Castrignano de\u2019 Greci<\/strong>\u00a0la performance prima, e l\u2019opera poi, avvengono e si rivelano sotto il porticato della ex scuola Don Gnocchi.<\/p>\n<p>Channo significa io perdo ed ha molteplici potenziali riferimenti. Quello legato al contesto locale e alla perdita della\u00a0<strong>lingua grika<\/strong>: la scuola \u00e8, infatti, un\u2019istituzione che da una parte ha contribuito ad unificare la lingua italiana e dall\u2019altra ha destinato i dialetti ad una lenta scomparsa; quello pi\u00f9 largo di sottrarsi, come dice l\u2019artista, all\u2019attuale narrazione che impone politiche belliche, iper produttive che ci consegnano all\u2019Oblio perpetuo e quello, infine, di manifestare una presa di posizione o di resistenza. Perdere non \u00e8 solamente un atto di sottrazione, una negazione, \u00e8 allo stesso tempo un\u2019affermazione al di fuori di una posizione egemonica che assume ancora pi\u00f9 forza se diventa, come in questo caso, un gesto nello spazio pubblico. \u00c8 quindi il primo potenziale atto per la costruzione di una nuova comunit\u00e0 e il corpo di un nuovo spazio sociale basato sull\u2019empatia, o su quegli affetti che generano incontri, siano essi piacevoli o spiacevoli (<strong>Bifo<\/strong>), ma \u00e8 anche, e pur sempre, un monito il cui predicato manifesta l\u2019impossibilit\u00e0 di farlo nello schema delle condizioni imposte dalle regole dell\u2019economia corrente.<\/p>\n<p>Channo \u00e8 quindi, nella sua espressione formale, un\u2019installazione che modifica lo spazio pubblico agendo come una sorta di quinta nella quale, come cittadini, siamo tutti temporaneamente, chi pi\u00f9 consapevolmente e chi meno, coinvolti.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":15619,"template":"","categorie-evento":[51],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/eventi\/15579"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/eventi"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/eventi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categorie-evento","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categorie-evento?post=15579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}