{"id":15637,"date":"2024-06-29T10:56:56","date_gmt":"2024-06-29T08:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.k-ora.it\/?post_type=eventi&#038;p=15637"},"modified":"2024-07-10T17:30:50","modified_gmt":"2024-07-10T15:30:50","slug":"play-dead-mostra-collettiva","status":"publish","type":"eventi","link":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/live-ed-eventi\/play-dead-mostra-collettiva\/","title":{"rendered":"Play Dead! | Mostra collettiva"},"content":{"rendered":"<p>| Play Dead!<\/p>\n<p>| Mostra collettiva<\/p>\n<p>| Ore 19:30<\/p>\n<p>| Kora &#8211; Centro del Contemporaneo<\/p>\n<p><b>Play Dead! <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 una mostra a cura di <strong><a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/museo-galleria-arte\/like-a-little-disaster\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Like a Little disaster<\/a>,<\/strong> un collettivo nato nel 2014 con sede operativa a <strong>Polignano a Mare.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019idea di fine del mondo \u00e8 sempre stata oggetto di riflessione per la specie umana, che l\u2019ha trasposta al cinema, in letteratura e in arte, in un tentativo di padroneggiarla, sintetizzare, comprenderla. Perch\u00e9 l\u2019apocalisse dovrebbe condurre a una rivelazione \u2013 dal greco kal\u00fdptein togliere il velo, disvelare; o forse, pi\u00f9 semplicemente, trattare l\u2019apocalisse porterebbe a esorcizzare una paura condivisa poich\u00e9 \u00e8 parlando della cosa che, scaramanticamente, si allontana la possibilit\u00e0 che questa accada. Forse, guardandone la sua distruzione, potremo finalmente riuscire a vedere come \u00e8 fatto il mondo. \u201c<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">I<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> mari, le montagne. Il poderoso contro spettacolo delle cose che cessano di esistere. La sconfinata desolazione, idropica e gelidamente terrena. Il silenzio\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Play Dead!<\/i><\/b> <span style=\"font-weight: 400;\">prova a <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">indagare il concetto di fine (e il suo opposto, l&#8217;inizio, il nuovo inizio. L&#8217;alfa e l&#8217;omega). All\u2019interno di una maglia interlacciata e agentica il progetto mette a confronto differenti punti di vista, cellule dove poter esperienziare le reciproche connessioni tra biotico e abiotico, tra vita cibernetica e morte fisica, tra tangibilit\u00e0 dei limiti fisici e l&#8217;illusoriet\u00e0 di uno scroll eterno. Satelliti attraverso i quali riflettere sulla minaccia della dis-astro globale, sul suicidio collettivo e il desiderio di resurrezione o sul senso di ombra perturbante dal futuro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Attraverso visioni religiose e animistiche nonch\u00e9 teorie e pratiche concettuali, postumaniste, transumaniste ed ecologiste il progetto tenta di sperimentare il\u00a0 superamento del limite, ponendo domande come, cosa troviamo oltre la fine? E oltre la morte? La morte rappresenta necessariamente la fine, possiamo prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di essere contemporaneamente vivi e morti o n\u00e9 vivi n\u00e9 morti, al di fuori dello sguardo dell\u2019altro? La fine del mondo \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, sta avvenendo o avverr\u00e0? Se, come sostiene Heidegger, per mondo intendiamo \u201cuna totalit\u00e0 di senso\u201d, esso non \u00e8 mai realmente esistito. Esistono solo porzioni di mondo, quelle con cui entriamo in relazione di volta in volta. Si tratta quindi di fare i conti con questa fine \u2013 che per\u00f2 \u00e8 sempre allo stesso tempo (un altro\/primo) inizio? Riuscire a vedere gi\u00e0 il mondo alla luce della catastrofe finale, significa vederla come un giorno apparir\u00e0 o riconoscere la sua contemporaneit\u00e0 morfologica con noi?\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mostra durer\u00e0 un anno, nel corso dei mesi le opere iniziali subiranno un processo randomico di evaporazione, scompariranno per lasciare spazio a reincarnazioni virulente e espansive da parte di altri artisti. La mostra partir\u00e0 quindi da una precisa conformazione e visualizzazione per ritrovarsi totalmente diversa al suo finire. L&#8217;abbandono produrr\u00e0 nuova vita, l&#8217;assenza nuova alterit\u00e0 presente. Una metamorfosi. Una nuova vita o meglio, nuove forme di vita innescate da altrettante morti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le opere coinvolte nel primo stato\/corpo della metamorfosi del progetto sono fortemente connotate dall\u2019uso (concettuale, visivo, poetico, politico, performativo, mitico) della parola, il verbo, il principio <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (della fine).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Everytime you switch me off, I die. A Little. <\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutte le opere in mostra sono connesse con il fenomenno del tempo chronos, sono cio\u00e8, per usare un linguaggio tecnico, opere basate sul tempo (time-based works). Sono opere che hanno bisogno di essere \u201caccese\u201d durante gli oradi di apertura della mostra. Ma cosa succede quando la mostra chiude e le opere vengono spente? Dove vanno a finire quando noi non ci siamo? Sono temporaneamente morte o migrano da qualche parte oltre lo sguardo dell\u2019umano vivente?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">*Il titolo <\/span><b><i>Play Dead!<\/i><\/b> <span style=\"font-weight: 400;\">(da intendersi anche come \u201cfingersi morto\u201d) <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0fa riferimento alla morte apparente; un comportamento attraverso il quale gli animali cos\u00ec come alcuni funghi o le piante \u201cfingono\u201d di essere morti. Si tratta di uno stato di immobilit\u00e0\u00a0 innescato da un atto traumatico, predatorio, difensivo o riproduttivo e pu\u00f2 essere osservato in una vasta gamma di animali, dagli insetti e crostacei ai mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci e, naturalmente, negli esseri umani.<\/span><\/p>\n<p>Artisti in mostra:<\/p>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Jenny Holzer <\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0David Horvitz<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">Martine Syms<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">LuYang\u00a0<\/span><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">*La mostra \u00e8 supportata mentalmente\/spiritualmente da @wecroakapp<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.wecroak.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><strong>WeCroak<\/strong><\/a> \u00e8 un&#8217;app che ogni giorno e in orari random ti invia cinque esortazioni a fermarti e pensare alla morte. Si basa su un detto popolare bhutanese secondo cui per essere una persona felice bisogna contemplare la morte cinque volte al giorno.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h5>La mostra Play Dead! \u00e8 all&#8217;interno del progetto Borgo del Contemporaneo.<\/h5>\n","protected":false},"featured_media":15656,"template":"","categorie-evento":[51],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/eventi\/15637"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/eventi"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/eventi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categorie-evento","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categorie-evento?post=15637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}