{"id":14597,"date":"2022-07-08T12:23:32","date_gmt":"2022-07-08T10:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.k-ora.it\/?post_type=mostre&#038;p=14597"},"modified":"2022-08-01T21:04:08","modified_gmt":"2022-08-01T19:04:08","slug":"la-festa-dei-corpi-feriti","status":"publish","type":"mostre","link":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/arte\/mostre\/la-festa-dei-corpi-feriti\/","title":{"rendered":"La Festa dei Corpi Feriti di Agnese Spolverini"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>28 luglio<\/strong> alle <strong>ore 20.30<\/strong> gli spazi di<strong> KORA &#8211; Centro del Contemporaneo<\/strong> ospiteranno l&#8217;inaugurazione della mostra <strong><em>La festa dei corpi feriti<\/em> di Agnese Spolverini.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>La Festa dei Corpi Feriti<\/strong><\/em> \u00e8 un progetto di espositivo di <em>Agnese Spolverini<\/em> (Viterbo,1994); la seconda dei quattro artisti ospitati all\u2019interno di <strong>A Sud Di Marte<\/strong>, un piano di residenze artistiche a cura di <strong>Ramdom<\/strong>, realizzato in collaborazione con <strong>Fondazione Elpis<\/strong>, in corso presso gli spazi di <strong>KORA &#8211; Centro del Contemporaneo<\/strong> da aprile 2022 a febbraio 2023.<\/p>\n<p>Il progetto s\u2019inserisce all\u2019interno di una riflessione pi\u00f9 ampia che Ramdom sviluppa da anni sul concetto di margine; una riflessione attraverso la quale si prova a rimettere in discussione la nozione di centro. Nello specifico A Sud di Marte intende portare alla luce la visione di un Sud inteso non solo come luogo ricco di complessit\u00e0 ma anche come opportunit\u00e0 per l\u2019attivazione di uno sguardo obliquo capace di sollecitare costantiinterrogativi.Iltitolodelprogrammaprendeispirazionedalpianetarossoche nell\u2019immaginario collettivo ha sempre rappresentato il luogo altro per eccellenza, un\u2019utopia a cui approdare, l\u2019annuncio di qualcosa che \u00e8 ancora da compiersi ma il cui accadimento \u00e8 sempre pi\u00f9 prossimo.<\/p>\n<p>La ricerca di Spolverini, che nasce nel periodo di residenza a Castrignano de\u2019 Greci presso KORA-Centro del Contemporaneo, parte da uno sguardo contemplativo sul paesaggio naturale, un paesaggio duro in cui le emersioni della pietra sono costanti e fondanti pur in una dimensione antropizzata.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio dalle pieghe e dalle vulnerabilit\u00e0 della pietra che si sviluppa il progetto espositivo intitolato <em><strong>La festa dei corpi feriti<\/strong><\/em>. Le pietre raccolte in campagna, associate normalmente all\u2019idea di un materiale forte, tramite uno sguardo congiuntivo (Bifo) diventano dei corpi feriti su cui emergono le vulnerabilit\u00e0 scavate dal tempo e dagli agenti atmosferici. Queste, nello spazio della sala superiore, vengono adagiate come figure stanche su un pavimento morbido che invita ad un contatto sensibile con lo spazio e con il materiale. Il tentativo \u00e8 quello di permettere a chi entra nell\u2019ambiente di prendersi un tempo lento per perdersi nelle pieghe della materia, per esplorarla con uno sguardo contemplativo abbracciando la temporalit\u00e0 dell\u2019indugiare, senza finalit\u00e0 (Han).<\/p>\n<p>Nello spazio inferiore, invece, si trova un lavoro che prende la forma del negativo, si fa suggestione notturna e accoglie le persone direttamente nelle ferite aperte della pietra, invitandole a posizionarsi su una sorta di tappeto in gomma ricavato dal negativo dell\u2019alveolizzazione della pietra leccese, materia portante della costruzione umana nel Salento ma allo stesso tempo materiale che si deteriora e si mostra in tutte le sue fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti gli spazi sono attraversati da una traccia sonora immersiva frutto della collaborazione con il sound designer <strong>Mauro di Ciocia<\/strong>. Questa, installata nell\u2019ambiente sottostante, si propaga nella stanza d\u2019ingresso invitando le persone a scendere. La traccia nasce dall\u2019estrazione diretta dalla pietra di suoni che, facendosi astratti nel corso della durata del brano, invitano le persone a perdersi in sonorit\u00e0 tattili e melodiche.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 un\u2019esortazione a riappropriarsi di un tempo improduttivo e contemplativo come unico tempo in cui \u00e8 possibile esplorare nuovamente un contatto sensuale con il mondo e i corpi, entrambi sempre pi\u00f9 dematerializzati e sottomessi ad automatismi e tempi accelerati che tentano di espellere il negativo e la fragilit\u00e0 dall\u2019esistenza, impedendoci di entrare nelle pieghe sensibili del mondo.<\/p>\n<p>Artista:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ramdom.net\/artisti\/artists-2\/agnese-spolverini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Agnese Spolverini<\/a><\/p>\n<p>\u00a9 photo by Alice Caracciolo<\/p>\n","protected":false},"featured_media":14886,"template":"","acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostre\/14597"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostre"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mostre"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.k-ora.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}