SUD. Vedute su Castrignano de’ Greci, mostra personale di Giampaolo Russo dedicata ai paesaggi, alle architetture e alla memoria del borgo salentino in cui l’artista è cresciuto.
Dal 4 al 30 agosto 2026
La mostra
Giampaolo Russo non ricerca soggetti spettacolari, ma osserva ciò che gli è vicino: alberi di ulivo, cachi, mandarini e melograni, facciate di palazzi, campanili, tetti, camini e antenne.
Sono immagini quotidiane, spesso dipinte dal giardino della casa materna o dalla terrazza dei nonni, nelle quali la luce caratteristica del Sud si intreccia ai ricordi dell’infanzia.
«I paesaggi sono il risultato dei miei ricordi d’infanzia nell’Italia meridionale. La percezione e la memoria partecipano al processo creativo, che ha lo scopo di far rivivere il passato e di far emergere l’essenziale.»
Russo definisce questi lavori vedute, pur prendendo le distanze dalla tradizione vedutista fondata sulla rappresentazione realistica e riconoscibile di città, monumenti e paesaggi. Le sue immagini, dense e materiche, non si prestano a una lettura immediata: il soggetto resta sospeso tra figurazione e astrazione, presenza e memoria.
Più che un risultato definitivo, ogni opera rappresenta per l’artista un’occasione per interrogare la pittura. Da questa ricerca nasce anche il lavoro in serie: la stessa facciata, lo stesso edificio o lo stesso scorcio vengono osservati da prospettive diverse e in condizioni di luce sempre nuove.
Alla lenta stratificazione del colore a olio si affiancano opere realizzate con matita, carboncino e inchiostro di china. Nei lavori su carta l’attenzione si concentra soprattutto su formazioni architettoniche, edifici abbandonati e case diroccate.
Queste rovine raccontano il progressivo spopolamento delle aree rurali dell’Italia meridionale e richiamano la storia personale dell’artista, segnata dall’esperienza dell’emigrazione. Buchi, strappi e tracce di deterioramento diventano parte integrante delle opere, nelle quali creazione e distruzione, permanenza e perdita convivono sulla stessa superficie.
Un momento particolarmente significativo nella ricerca di Russo è il crepuscolo. Le condizioni luminose delle ore di passaggio fanno emergere strutture inattese e tonalità di colore profonde, trasformando il paesaggio familiare in una presenza enigmatica.
«L’intensità dei miei lavori deriva dal fatto che lavoro lentamente.»
Le superfici solcate e quasi scultoree dei dipinti ampliano la percezione dell’immagine e lasciano ciò che viene rappresentato in uno stato di sospensione.
Attraverso una pittura fisica, sensuale e coinvolgente, Giampaolo Russo si confronta con l’immaterialità delle immagini digitali che caratterizzano l’esperienza contemporanea. Alla virtualità iperrealistica contrappone la concretezza del colore e la magia dell’illusione pittorica, riconoscibile anche quando l’immagine si avvicina all’astrazione.
Giampaolo Russo
Giampaolo Russo nasce a Zurigo nel 1974 e cresce a Castrignano de’ Greci, in provincia di Lecce, dove vive con i nonni fino all’età di quindici anni.
Nel 1989 si trasferisce a Zurigo e frequenta il liceo artistico. Dal 1996 al 2000 studia Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Tra il 2006 e il 2008 consegue un master in Art Education presso la Zürcher Hochschule der Künste.
Nel 2012 un incendio presso il centro culturale Rote Fabrik distrugge il suo studio e una parte rilevante delle opere realizzate in oltre un decennio di attività.
Nel 2014 fonda a Zurigo il Salon der Gegenwart, cooperativa di artisti nata per promuovere la pittura figurativa contemporanea. Dal 2019 lavora presso gli studi della società di artisti Südstrasse a Zurigo.
Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive in Svizzera, Italia, Germania, Grecia e Regno Unito, presso istituzioni e spazi espositivi tra cui la National Portrait Gallery di Londra, l’Helmhaus di Zurigo, il Museo Villa Flora di Winterthur e il Museo Hans Erni di Lucerna.