Ogni Altro Suono #8: Admir Shkurtaj, Sourdure

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17 Ottobre 2026
21:30

Ogni Altro Suono: #8 Admir Shkurtaj, Sourdure

Sabato 17 ottobre ore 21:30 (aperture porte ore 21:00)

Biglietti acquistabili direttamente al botteghino: 5 euro
bambini fino a 10 anni ingresso gratuito

◼ Kora, Centro del Contemporaneo > Castrignano de’ Greci (Le)

 

Admir Shkurtaj intraprende gli studi musicali in fisarmonica al liceo artistico musicale “Jordan Misja” di Tirana per poi trasferirsi in Italia e proseguire la sua formazione al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, diplomandosi in Composizione e successivamente in Musica Elettronica. Parallelamente approfondisce la scrittura contemporanea con Sandro Gorli e Alessandro Solbiati, sviluppando nel corso degli anni un linguaggio personale in cui convivono composizione, improvvisazione, jazz d’avanguardia, elettronica e radici popolari salentine e balcaniche. Come interprete e improvvisatore ha collaborato con gruppi come Ghetonìa, Opa Cupa e Talea, rileggendo le tradizioni albanesi e del Sud Italia attraverso una sensibilità contemporanea. 

Accanto all’attività concertistica, compone per orchestra, teatro, cinema e musica da camera. Tra i lavori più significativi figurano le commissioni della Biennale di Venezia: nel 2014 presenta l’opera da camera Katër i Radës – Il Naufragio, su libretto di Alessandro Leogrande e nel 2018 realizza la nuova colonna sonora per il film muto Der Golem in occasione della 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ha inoltre scritto per l’Orchestra ICO di Lecce, il Teatro La Fenice, il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.

Per Ogni Altro Suono, Admir Shkurtaj presenterà il suo solo di fisarmonica.

 

Artista di base a Thiers, Ernest Bergez, alias Sourdure, esplora i confini di universi sonori lontani, fondendo spirito sperimentale e un approccio personale e artigianale agli strumenti della tradizione. Ibrida e in continua esplorazione, la sua musica assume forme molteplici: invenzioni barocche su trame tradizionali, canti carnevaleschi e visionari, richiami alle musiche orientali, cesellature sonore influenzate dalla musica concreta. Accanto alla ruvida fisicità acustica del violino o del dotar (liuto dell’Asia centrale), l’elettronica agisce come un’alchimia che trasforma i suoni, altera le percezioni e dilata il tempo.

Le voci, ora esuberanti ora venate di malinconia, attingono alle tradizioni della musica araba classica, turca e persiana. Al centro vi è la lingua occitana dell’Alvernia, che dispiega tutta la sua ricchezza metaforica e polisemica per evocare il quotidiano, l’intimo e il sacro. La melodia nasce dalla parola, il poema si fa canto, in una forma che può ricordare da lontano il trobar, l’arte dei trovatori. Un’orchestra abitata da un solo uomo, e insieme un uomo attraversato da interi mondi orchestrali: Sourdure canta con una naturalezza disarmante.

Ernest Bergez: voce, violini, percussioni a pedale, elettronica, clarinetto a membrana.

 

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